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La Stampa 2005





10 marzo 2005







10 marzo 2005


Vive di elemosina ma ha fondato un comitato
per riqualificare il residence degli spacciatori

Angelo, barbone laureato e generoso



La storia di un uomo originario di Paruzzaro che abita a Bologna


PARUZZARO

Sembra la storia di un racconto di Victor Hugo.
E potrebbe anche diventare la trama di un film visto che a Bologna, dove Angelo Rizzi vive ormai da molti anni, non passano certo inosservate le persone un po stravaganti ma ricche di talento.
Angelo Rizzi ha 45 anni.
A Paruzzaro, paese dell’entroterra aronese, tra Oleggio Castello e Invorio, se lo ricordano tutti.
In via Piana, dove vive la sorella Paola, una donna lo ricorda: Era un ragazzo molto intelligente. Quando parlava si restava incantati, perchè aveva una cultura straordinaria. Poteva arrivare dove voleva, ma un bel giorno non lo abbiamo più visto e sinceramente non saprei dire come e dove abbia trascorso tutti questi anni. So che qualche volta è ricomparso a Paruzzaro, forse a casa di un fratello, impresario edile. Poi gli è mancata la madre, mentre il padre è stato ricoverato, e di Angelo non abbiamo saputo più niente.
Dopo gli studi classici ad Arona, Angelo si è laureato al Dams, il corso in discipline delle arti, musica e spettacoli di Bologna, con 110 e lode.
Ha vissuto gli anni della contestazione studentesca, è diventato il portavoce di una associazione che si batte per i diritti degli emarginati.
A Bologna, sotto i portici, è una presenza costante.
Allunga la mano e dice: Aiutami, sono messo male.
Vive chiedendo l’elemosina.
Sorride sotto il suo barbone nero e confida: Nonostante tutte le attività che svolgo, i miei trascorsi poco lineari non mi danno la possibilità di fare altro. Il mio curriculum si sintetizza in 20 anni trascorsi così spiega alludendo alla richiesta di carità.
Per Angelo, chiedere la carità è un lavoro. Nella zona del portico del Pavaglione, cuore chic dello shopping bolognese.
Avevo iniziato dicendo 'Aiutami, sono disoccupato' ma mi rispondevano 'Anch'io sono disoccupato' e così ho dovuto cambiare frase.
Bologna ormai è la sua città.
Voleva studiare astronomia, da ragazzo frequentava un osservatorio in provincia di Varese.
Poi si è appassionato agli ambienti di Autonomia operaia.
A Bologna si è perso. Pochi soldi, affitti carissimi, la trafila del posto letto.
Ho vissuto dieci anni per strada, in parchi o case occupate.
Una sera lo ha raccolto una ambulanza.
Il medico gli ha detto senza giri di parole: Questa volta siamo riusciti a salvarti, ma alla prossima non ne siamo sicuri.
E' la svolta. Angelo racconta: Mi sono convinto che era meglio lasciare la strada e smettere di bere.
Si iscrive all'Università, compera una roulotte, che parcheggia in uno stabile occupato.
Poi si trasferisce nel residence Bologna 2 di Calderara di Reno, noto per problemi di microcriminalità.
Qui dà vita ad un comitato di cui è il portavoce.
Si chiama Associazione per la rinascita del Bologna 2.
Lotta contro gli spacciatori e la malavita, ai quali oppone attività culturali e vita sociale.
Adesso ha realizzato un sito internet per raccontare a istituzioni e stampa quello che succede in certi ambienti.
Operazioni di polizia hanno ridotto l'impatto della criminalità in certi quartieri bolognesi, primo tra tutti quello in cui abita Angelo.
Che fa sapere dal suo sito: Qui una volta c’erano le file di prostitute e spacciatori. Adesso ci sono sette ragazzi, italiani, marocchini e pakistani, che alla mattina vanno alle scuole superiori. Sono i testimonial migliori del nostro successo. Ma c’è ancora molto da lavorare.


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